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Pannolino in estate: è il momento miglliore per dirgli addio
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Pannolino in estate: è il momento migliore per dirgli addio

Togliere il pannolino d’estate può essere una strategia vincente.  Perché si è liberi dai vestiti, si gira in pratica semplicemente con un paio di mutandine, e si rischia meno di restare umidi e infreddolirsi per eventuali pipì che sfuggono.

Purtroppo però otto genitori su dieci preferiscono rimandare questo momento, di per sé piuttosto impegnativa e che dovrebbe invece non protrarsi oltre il secondo anno di vita. In ogni caso non oltre il terzo, perché la stessa scuola materna esige autonomia da questo punto di vista.

Troppo grandi per il pannolino…

Invece oggi si vedono bimbi ben più grandi indossare ancora il pannolino. Rinviare l’operazione vasino è sbagliato, anche perché più si limita l’utilizzo del pannolino in estate, meglio è. Per quanto di buona qualità e di materiali ipoallergenici e controllati, o per quanto si possano usare quelli lavabili, l’urina esce a 37 gradi e resta sigillata nel panno umido. Con il caldo esterno la pelle delicatissima del bebè si può danneggiare. L’eritema da pannolino è paragonabile a una vera e propria ustione.

Resistenze di mamme e papà all’idea di togliere il pannolino

Non basta la prospettiva di risparmiare un bel budget in pannolini e il rischio di eritemi e arrossamenti a convincere i genitori a dare avvio all’operazione. Molti quelli che si riducono all’ultimo momento, cioè aspettano l’ammissione alla scuola materna. Il termine dovrebbero essere i due anni per le femmine e i 26 mesi per i maschi. Ma non manca chi addirittura rinvia l’operazione, anche dopo i tre anni.

Quanto costa rinviare l’operazione pannolino

Eppure rinviare questa operazione costa molto. Ogni famiglia spende ogni anno per pannolini circa 140 euro, calcolando il costo unitario in meno di 30 centesimi e un cambio di circa sei al giorno. E allora perché rinviare questa tappa fondamentale della crescita del bambino? Non è così immediato e chi ci è passato lo sa bene.  L’operazione può durare a lungo ed essere costellata di incidenti, come letti bagnati e biancheria da lavare in lavatrice ogni giorno.

Senza pannolino: abituarsi alla novità

Il bambino deve prima di tutto prendere confidenza con questo importante cambiamento. A qualcuno riesce più facile, mentre altri faticheranno. E non poco. Così come mamma e papà dovranno armarsi di molta pazienza. Rinviare questo momento non è sicuramente la soluzione. Ciascuna fase è un momento di passaggio per il piccolo. Fino a due anni prevale la fase cosiddetta “senso/motoria”. Per capire: il piccolo sarà portato verso il termosifone se sente freddo. A questa fase segue quella della replica, fino ai cinque anni. Ovvero, il piccolo ricorda le sue azioni, e tende a replicarle. Ciò vuol dire che, se oltre un certo limite si abitua al pannolino, poi sarà veramente dura cambiare questa consuetudine, molto consolidata. E l’utilizzo del vasino sarà ancora più difficile.

Qualche trucco per dire addio al pannolino

Che cosa proprio non va fatto? Gli errori più comuni non mancano. Per esempio: tenere per tanto tempo il piccolo sul vasino  e magari dargli giochi e passatempi, è profondamente sbagliato. Perché questo non è un momento di gioco. E va preso per quello che è.

Non che si debba drammatizzare: ma prenderlo sul serio, questo sì. E’ allora consigliabile attendere che il bambino si accucci autonomamente, o dia segno di dover fare un bisogno. E, solo allora, invitarlo a sedersi.

Vestiario adatto per l’addio al pannolino

I vestiti devono essere leggeri, così da poterlo cambiare spesso in caso di incidenti. Non va in alcun modo colpevolizzato se qualche volta dice troppo tardi di dover andare in bagno. Una traversina per il materasso va sempre utilizzata nei primi periodi. E cambiata molto spesso. Altro errore da evitare è la tentazione di fare un passo indietro dall’operazione vasino. I pannolini devono sparire dalla circolazione e dalla vista di tutti per evitare quelle che all’apparenza sono scorciatoie, ma che invece si riveleranno delle strade complicate.

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L’estate è perfetta per dire addio al pannolino

L’estate è la stagione ideale perché, non facendo freddo, i bimbi possono girare in casa con indosso solo le mutandine. Gironzoleranno intorno al vasino e presto prenderanno confidenza con questo nuovo oggetto. Lo ripetiamo: rinviare questo momento è un danno per i bambini. E purtroppo un errore molto frequente. Spesso infatti si vedono bimbi con il pannolino anche a tre anni, e più, di età. Lì per lì è più facile, ci si accomoda su una consuetudine che sembra semplificare la vita. Ma poi la pigrizia di voler rimandare si paga tutta insieme.

Insomma, il pannolino dopo una certa età è un escamotage, ma da evitare. Toglierlo è un’operazione che costa fatica e impegno, ma rinviare è sbagliato perché più si aspetta, più è difficile poi abituare il bambino al vasino. Un genitore deve saper accompagnare e educare il piccolo, aiutarlo a capire l’importanza della fase.

Enuresi notturna

In questa fase può capitare che molti bambini bagnino il letto durante il sonno. Questa condizione è normale, ma va invece monitorata se si protrae oltre i cinque anni di età. In questo caso si chiama enuresi notturna, spesso banalizzata dalle famiglie, ma che invece richiede la giusta attenzione.

Tra i cinque e i dieci bambini di sette anni su cento bagnano il letto la notte e in alcuni casi il fenomeno può protrarsi fino all’adolescenza e all’età adulta.  Spesso può essere causato da sovrapproduzione di urina durante la notte o da una capacità insufficiente della vescica. O anche dalla difficoltà a svegliarsi quando si percepisce lo stimolo di vescica piena. Le cure per questo che può trasformarsi in un vero e proprio disturbo sono le mutandine con allarme notturno e il farmaco che riduce la produzione di urine la notte, in pratica un anti-diuretico.

Togliere il pannolino è una cosa delicata

La fase del controllo degli sfinteri è delicatissima e molto importante nella vita di una bambino. Dopo la fase orale, il cibo è materia che si può dare, portare fuori, quasi donare. Oppure trattenere. Il momento di dire addio al pannolino è un momento niente affatto banale se letto in quest’ottica. E’ un modo per permettere al bimbo di controllare il proprio corpo. Non togliere il pannolino al momento giusto sottrae al piccolo l’opportunità di raggiungere l’autonomia. Tre anni possono essere troppi per prendere consapevolezza di questo.

Separarsi dal pannolino dopo i tre anni

A tre anni può essere molto difficile separarsi dalla propria pupù. Ecco che allora possono generarsi delle disfunzioni poi difficili da correggere. Come la stipsi. Separarsi invece è necessario e impararlo da subito è una lezione di vita. Per questo i piccoli devono essere accompagnati accuratamente e con grande amore. Devono essere tranquillizzati, educati e seguiti. Ecco perché togliere il pannolino è una sfida impegnativa per mamma e papà, ma è molto importante per far crescere il piccolo.

Approfittare dell’estate per aiutarlo a diventare più autonomo è una strategia che si rivelerà vincente.

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