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La procreazione medicalmente assistita per realizzare il sogno di un figlio

La fecondazione assistita rientra nelle tecniche utilizzate per gli interventi di procreazione medicalmente assistita. Consiste nel favorire la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo. Gli interventi di questo tipo permettono alle coppie con problemi di fertilità di concepire un bambino. E sono molte. I problemi di fertilità maschili e femminili, legati a cause di varia natura, sono infatti sempre più frequenti.

In Italia, tra le tecniche di procreazione medicalmente assistita scelte più frequentemente dalle coppie c’è l‘inseminazione artificiale, che affronteremo di seguito.

Come si arriva alla procreazione medicalmente assistita

Abbiamo già approfondito le cause dell’infertilità della coppia. Delle cause che determinano quella femminile e quella maschile. Le cause possono derivare da patologie legate all’apparato riproduttivo, così come dell’assetto ormonale. Ma anche l’età gioca un ruolo importante: la maternità e paternità è sempre più rinviata nel tempo.

E così oggi l’età dei neogenitori è più vicina ai 40 anni che ai trenta. Nella difficoltà a avere un primo figlio, l’età più avanzata gioca quindi un ruolo importante, Così come anche lo stile di vita, la dipendenza dal fumo o dall’alcol, il sovrappeso o il sottopeso e il regime alimentare.

Anche i fattori ambientali incidono: si pensi all’inquinamento e all’esposizione a ambienti tossici. Così come pure lo stress. La prevenzione, come abbiamo già detto parlando di infertilità, è importantissima. Ecco perché la prevenzione è molto importante, per la salute della persona e per un ciclo fisiologico di vita.

La Procreazione Medicalmente Assistita

Passate in rassegna tutte le possibili cause dell’infertilità, incluse quelle emotive e psicosociali del singolo/a e della coppia, ecco che cosa mette a disposizione la scienza per consentire anche alle coppie infertili di portare avanti un progetto di vita. Innanzitutto, la strada deve essere indicata dai servizi sanitari, che prescriveranno gli esami e le indagini necessarie a fornire una diagnosi. Una volta accertate le cause, si sceglierà la procedura da mettere in atto per avere una gravidanza.

Il tipo di terapia più adatta al caso andrà scelto affidandosi a un centro di procreazione medicalmente assistita e a un’équipe specializzata. La procedura prevede una gradualità: si parte dalle tecniche base per arrivare a sistemi più complessi, qualora i tentativi non dovessero portare a buon fine.

Procreazione medicalmente assistita: l’inseminazione intrauterina

L’inseminazione intrauterina è quella che abbiamo definito tecnica base. Si parte da qui, da questo primo livello, che si sperimenta in ambulatorio, quindi non richiede un ricovero. È una procedura indolore. Dopo il laboratorio, è possibile tornare subito a una vita normale. E’ una procedura farmacologia, perché l’ovulazione è indotta.

Normalmente è così, ma in alcuni casi lo specialista può anche decidere di attendere che avvenga spontaneamente. Un’ecografia consente di confermare l’evoluzione e, al al momento giusto, l’inserimento, con un cratere che attraversa la vagina, degli spermatozoi raccolti. Gli spermatozoi dovranno essere stati trattati precedentemente e saranno inseriti direttamente in utero.

FIVET

Arriviamo, con la FIVET, al secondo livello. Questa tecnica rappresenta una soluzione a diverse patologie. E’ la tecnica generalmente più diffusa. Sotto questa tipologia rientrano la fecondazione in vitro (FIV) e il successivo trasferimento dell’embrione in utero (ET).

ICSI

La ICSI potrebbe essere necessaria nella procedura FIVET. Andrà in pratica a completarla. La degenza è di poche ore e la chirurgia è ambulatoriale. E’ prevista una leggera sedazione.

Questa tecnica consiste nell’iniezione dello spermatozoo direttamente all’interno dell’ovocita. E’ più complessa della FIVET perché richiede un ciclo di due o tre settimane.

Funziona grazie a una terapia personalizzata sulla donna, nella quale si cerca di indurre un’ovulazione multipla, monitorata con un’ecografia e con controlli biochimici.

Gli ovociti vengono quindi prelevati per aspirazione. Con un ago, sotto guida ecografica, si procede con il cosiddetto Pick Up (o Prelievo Ovocitario). L’ago punge l’ovaio attraverso la parete vaginale.

Come avviene la fecondazione

In queste due procedure, appena descritte, la fecondazione avviene al di fuori del corpo materno. Si parte con la preparazione dell’utero attraverso una terapia farmacologica. Gli ovociti vengono inseminati in provetta (in vitro) e gli embrioni così ottenuti sono trasferiti nell’utero. Potrebbe capitare che la donna scelga di rinviare a un altro momento: in questo caso gli embrioni possono essere congelati, in modo da poter procedere a un nuovo transfer anche a distanza di tempo.

La fecondazione assistita

La fecondazione assistita è una delle tecniche di procreazione medicalmente assistita e include tutte le già citate tecniche di secondo livello. Ricordiamo che queste tecniche possono essere chirurgiche, ormonali e farmacologiche eccetera. Nelle tecniche di terzo livello che favoriscono il concepimento di un bambino, il prelievo di ovuli viene effettuato in anestesia totale. L’intervento chirurgico avverrà con la tecnica della laparoscopia.

Fecondazione assistita: come avviene e come funziona

L’inseminazione artificiale (indicata anche come inseminazione intrauterina) è la tecnica principale di fecondazione assistita. Con questa procedura lo sperma viene inserito nell’apparato genitale femminile. E’ una tecnica che favorisce il concepimento di un bambino, attraverso l’incontro dell’ovulo con lo spermatozoo.

Inseminazione artificiale

L’inseminazione artificiale prevede che lo spermatozoo sia già trattato in laboratorio. Viene inserito nell’utero della donna per favorire l’incontro con l’ovulo. Le analisi preliminari prevedono un monitoraggio del ciclo femminile. Fondamentale per arrivare alla maturazione del follicolo.

Se non è possibile, o se sussistono problemi di ovulazione che impediscono alla cellula uovo di maturare, si può stimolare questo processo. La stimolazione avviene con i farmaci (come il clomifene o altre molecole ormonali), che verranno somministrati alla futura mamma per tutta la normale durata di una ovulazione, cioè circa due settimane.

Inseminazione omologa o eterologa

L’inseminazione può essere omologa o eterologa. Si parla di inseminazione di tipo “omologo”, quando l’ovulo o lo spermatozoo sono entrambi della coppia di aspiranti neogenitori. Di tipo “eterologo”, se una delle due cellule appartiene a un donatore, di ovulo o sperma, cioè a una persona esterna alla coppia. Parliamo nel caso di donazione dell’ovulo di ovodonazione.

La fecondazione assistita in Italia

E’ la legge a consentire, in Italia, l’inseminazione assistita di tipo omologo. Viene gestita con la massima sicurezza ed è la più diffusa tra le coppie che desiderino avere un figlio. Diverso il discorso per la fecondazione eterologa. Queste tecniche erano vietate fino ad alcuni anni fa.

Oggi le cose stanno diversamente: la donazione dei gameti (che siano ovuli o spermatozoi) da parte di una persona esterna alla coppia è permessa, ma solo se ci sono problemi di sterilità o infertilità irreversibili, che toccano uno dei due componenti della coppia.

Inseminazione artificiale di donne single vietata in Italia

In Inghilterra e Spagna, poi, è permesso il ricorso all’inseminazione artificiale alle donne single. Tecnica vietata in vece in Italia.

Quanto costa la fecondazione assistita?

La spesa da considerare quando si pensa di ricorrere all’inseminazione artificiale dipendono dalla struttura di riferimento. Molto dipende anche dal ricorso ai farmaci, che dovessero rendersi necessari per indurre farmacologicamente l’ovulazione.

La procedura di inseminazione in un centro privato parte da una tariffa di base di circa 700 euro. A questa somma poi vanno aggiunti i costi per ecografie e visite di controllo necessarie per monitorare l’eventuale fecondazione. In caso di donazione dei gameti il costo aumenterà.

Se ci si rivolge a una struttura pubblica i costi sono più ridotti, ma la lista d’attesa può superare l’anno.

Fecondazione in vitro

Si parla di fecondazione in vitro con riferimento alle tecniche che favoriscono il concepimento, a partire dall’unione di ovulo e spermatozoo in laboratorio. Questa tecnica permette di ottenere embrioni già fecondati da trasferire nell’utero. In questa categoria rientrano le tecniche che abbiamo già visto: la FIVET e la ICSI. I requisiti per poter accedere a questa procedura sono:

  • coppie di maggiorenni di sesso diverso.
  • Sposati o conviventi.
  • Coppie in età potenzialmente fertile.

La procreazione medicalmente assistita eterologa

Se i gameti della coppia non possono essere utilizzati, come già visto, si può ricorrere alla PMA eterologa. Le tecniche sono quelle su viste. La differenza è che ovociti e spermatozoi provengono da donatori e donatrici. In Italia, prima del 2014, questo tipo di PMA non era permessa.

Si tratta di una donazione a tutti gli effetti. Si donano ovuli o spematozoi con un atto volontario, gratuito e anonimo. Un atto di altruismo, ora permesso dalla legge, ma che ha poco riscontro: mancano donatori per accontentare tutte le richieste delle coppie riceventi. In mancanza di gameti, i centri possono però ricorrere a gameti provenienti da banche estere.

Probabilità di successo del trattamento

Il test di gravidanza sarà fatto dopo circa due settimane dall’inseminazione o dal transfer. Il buon esito della procedura, e quindi le probabilità di gravidanza per ogni ciclo effettuato, sono circa dieci su cento nel caso dell’inseminazione.

Per i trattamenti di secondo livello la percentuale media sale al 30%. L’età gioca un ruolo fondamentale: le future mamme under 34 anni hanno  una percentuale di successo che supera il 35%. Per le over 40 la percentuale scende al 10%.

Il registro nazionale della procreazione medicalmente assistita

L’Istituto Superiore di Sanità ha istituito il Registro Nazionale PMA, un grande archivio sono raccolti i dati di tutti i centri attivi sul territorio, elaborati in una relazione annuale.

Un archivio per conoscere il fenomeno: secondo questo grande database, da queste tecniche sono nati in Italia solo in un anno quasi 14mila bambini, il 3% di tutti i nati nell’anno. Questi bambini sono nati da 100mila cicli, fra trattamenti di PMA omologa ed eterologa.

I centri specializzati per la procreazione medicalmente assistita

Non sempre le coppie italiane hanno a disposizione strutture facilmente raggiungibili per avviare una pratica di PMA. Manca insomma una capillarità di centri sul territorio.

Affrontare un percorso di PMA può avere un forte impatto sulla coppia, a livello fisico emotivo e fisico, oltre che organizzativo ed economico. La distanza, in questi casi, diventa complice di un grande malessere.

Per ovviare a questi vulnus, in molti territori stanno nascendo delle équipe multidisciplinari: queste strutture offrono un’assistenza su scala globale, anche con sostegni psicologici.

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