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Il diabete: come prevenirlo, diagnosticarlo e curarlo nei bambini

Il diabete mellito di tipo I colpisce ogni anno 8.1 bambini italiani su centomila. Si presenta più frequentemente nelle femmine, con un rapporto di 1 a 5. La regione più colpita in questo senso è la Sardegna. Qui il diabete ha un’incidenza annua sui bambini 4-5 volte più elevata rispetto alla media nazionale, isole escluse. Questo disturbo metabolico è una malattia molto seria. Tante le complicazioni: dalla cecità ai problemi circolatori e alle malattie renali. Ma può essere anche fatale.

In passato si associava il diabete a un disturbo degli anziani. Negli ultimi 50 anni però le cose sono purtroppo cambiate. E si registrano sempre più casi tra i bambini e gli adolescenti.

Che cos’è il diabete

Il diabete è una malattia cronica, un disturbo del metabolismo che provoca l’aumento del glucosio nel sangue, cioè la glicemia. Parliamo in questo caso di iperglicemia. Da cosa è determinato l’aumento del glucosio? Da una carenza di insulina nell’organismo.

L’insulina è un ormone prodotto da alcune cellule del pancreas, Quest’ultimo, a sua volta, è un organo al quale è affidato un compito molo importante, cioè quello di mantenere nella norma il livello di glicemia, cioè la concentrazione di zucchero nel sangue.

Le forme di diabete

Esistono diverse forme di diabete che possono interessare i bambini. Ma la più frequente è quella di tipo I, in cui vi è una carenza totale di insulina.

Le altre forme sono:

– Il diabete mellito di tipo II: è diffuso prevalentemente tra i pazienti adulti, ma è sempre più diagnosticato anche nei bambini.
– Il Maturity Onset Diabetes of the Young (MODY), una forma genetica–familiare.
– Il diabete può poi riscontrarsi in corrispondenza di altre patologie, come quelle endocrinologiche o la fibrosi cistica. Sono solo degli esempi, ma in questo caso il diabete viene definito “secondario”. E’ questo poi anche il caso del diabete che insorge a seguito dell’assunzione cronica di terapia cortisonica.

Il diabete di Tipo 1 è una malattia su base genetica, autoimmune. Può colpire a qualsiasi età e generalmente riguarda soprattutto la fascia adulta-anziana della popolazione. Il diabete di Tipo 2 è una malattia provocata da un’alimentazione scorretta, da uno stile di vita non adeguato e da una diagnosi tardiva. Questo tipo di diabete è in buona sostanza il risultato della mancata funzionalità del pancreas, come abbiamo già visto.

Quali sono le cause del diabete nei bambini

Non c’è ancora certezza sulla causa del diabete di tipo I nei bambini. Le cause sono al momento da individuare in fattori genetici, come anche in quelli ambientali.

Ecco invece cosa determina la carenza di insulina: ciò che avviene è un processo di autodistruzione delle cellule del pancreas, quelle che producono, appunto, insulina. Queste sono aggredite dai linfociti, fino a esserne completamente distrutte. E’ in pratica lo stesso processo per cui i linfociti attaccano i virus e i batteri.

Gli anticorpi

Ecco perché si tratta di un disturbo autoimmune: l’organismo produce prima al suo interno, e riversa poi nel sangue, alcuni anticorpi. Ma questi anticorpi invece di agire in funzione di difesa, si dirigono contro i propri stessi organi e tessuti. Vengono perciò detti autoanticorpi. Alcuni di questi autoanticorpi sono importanti indicatori di malattia o di fasi prepatologiche. Ecco ancora spiegato perché il diabete mellito di tipo I viene classificato tra le malattie autoimmuni.

Come riconoscere il diabete nei bambini

Nessun individuo può sopravvivere a una carenza assoluta di insulina. Ecco perché è importante fare una diagnosi precoce di diabete nei bambini e intervenire, nel caso in cui sia accertato il disturbo metabolico, attuando un tempestivo trattamento con insulina.

Ecco quali sono i sintomi che devono far accendere un campanello d’allarme.

– Poliuria: è l’aumento della quantità di urine e della frequenza con cui si va in bagno a urinare.
– Polidipsia: è la sete eccessiva e insaziabile, che porta a un aumento dell’assunzione di liquidi.
– Polifagia: fame eccessiva con aumento dell’assunzione di cibo.
– Dimagrimento.
– Dolori addominali, purché non derivino da altre malattie.

I casi più gravi di diabete

Nei casi più gravi, il piccolo può arrivare a manifestare uno stato confusionale, così come un’alterazione di alcune funzioni mentali, fino al coma chetoacidosico.

I sintomi dipendono dallo stadio a cui è arrivata la malattia e dal tipo di diabete mellito di cui il bambino soffre.

I controlli del diabete sono fondamentali

Se si riscontrano questi sintomi nel bambino, i genitori devono rivolgersi al pediatra di famiglia o a un centro specializzato di diabetologia o endocrinologia pediatrica. Nei casi più gravi il consiglio è di recarsi direttamente al Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) o Pronto Soccorso Pediatrico.

Le complicanze del diabete nei bambini

Una volta affrontata e superata l’emergenza, va definita con lo specialista di riferimento la terapia insulinica. Nulla vieta al bambino con diabete di tipo I di continuare a dedicarsi alle attività tipiche della sua età, senza alcuna particolare limitazione. Occhio però a limitare il consumo di dolci e di alimenti che contengono zucchero.
Insomma, la glicemia da questo momento in poi va tenuta sotto controllo. Se il diabete non viene monitorato, può causare danni dei piccoli vasi sanguigni che, a seconda dei casi, possono essere curabili o meno. Tra i danni più gravi si segnalano quelli alla retina, al rene e al sistema nervoso. Vengono così a determinarsi le complicanze microvascolari del diabete di tipo I, malattie che danneggiano l’occhio (retinopatia diabetica), il rene (nefropatia diabetica) e il sistema nervoso (neuropatia diabetica).

I controlli del diabete sono fondamentali

Ecco perché, per prevenire queste complicanze, rallentarne e arginarne gli effetti, è importantissimo mantenere un buon controllo della glicemia.

La cura del diabete

La terapia va iniziata subito, non appena appurata l’esistenza del disturbo. Il farmaco indispensabile per curare il diabete di tipo I nei bambini, così come negli adulti, è l’insulina, che deve essere somministrata più volte al giorno: dalle quattro volte in su. La somministrazione avviene mediante un’iniezione sottocutanea. Attualmente i più utilizzati sono i dispositivi iniettori a penna, molto pratici e semplici da usare. La scelta è vasta sui principali canali di ecommerce.

Esiste anche un’altra modalità di somministrazione dell’insulina, mediante una pompa di infusione continua, microinfusore, che infonde nel tessuto sottocutaneo insulina per tutto il giorno.
Le dosi di insulina dipendono dall’età e dalle attività del bambino.

L’insulina

Sono disponibili diversi tipi di insulina: ultrarapida, rapida, intermedia e lenta, a seconda delle modalità di somministrazione, nei diversi momenti della giornata. Per questo tipo di diabete non esistono al momento altre terapie.

L’obiettivo della terapia insulinica è di ristabilire l’equilibrio glicemico. Insieme a questo, molto importante è l’educazione alla gestione autonoma del diabete da parte delle famiglie dei bambini con diabete. In commercio esistono diversi modelli di misuratori di glicemia, o glucometri. Infine, la responsabilizzazione dei piccoli deve avvenire in modo da non generare ansie e migliorare la qualità della loro vita.

Come prevenire il diabete nei bambini

Tutti gli esperti mettono l’accento sull’importanza della prevenzione, che parte da un corretto stile di vita e da una sana alimentazione. Va prima di tutto evitato che i bambini siano in sovrappeso, con il rischio di sfociare in obesità. E’ questo il primo passo per evitare che possano diventare pazienti cronici e futuri diabetici. Secondo gli esperti un bambino piccolo che non si alimenta correttamente e fa una vita sedentaria ha una probabilità molto alta di manifestare il diabete di tipo 2 nell’età dell’adolescenza.

Gli strumenti per prevenire il diabete nei bambini

Innanzitutto va educato il bambino a gestire autonomamente la malattia, con l’autocontrollo della glicemia a domicilio. Esistono in commercio, nelle farmacie e nei negozi di articoli sanitari, così come sulle principali piattaforme di ecommerce, dispositivi per l’automonitoraggio. I cosiddetti misuratori di glicemia o glucometri.
Va poi data molta importanza all’esercizio fisico, che va praticato regolarmente. E ancora un’alimentazione equilibrata. Dolci, snack e patatine vanno sostituiti da frutta, frullati ed estratti di frutta e verdura.

I rischi per il bambino se la mamma ha il diabete in gravidanza

Una futura neomamma che si veda diagnosticato diabete già da prima di rimanere incinta, può andare incontro a disagi nel corso della gravidanza. Se non opportunamente curata. I rischi di aborto sono più alti, in particolare, nel primo trimestre di gravidanza. Ma non solo: con l’iperglicemia si va incontro al pericolo di feti con gravi malformazioni fetali anche oltre il terzo trimestre, e proseguono fino al momento del parto.

Non solo. Con l’iperglicemia si corre il rischio di andare incontro a macrosomia fetale, ovvero a bambini di 4.5-5 chili di peso. Un peso eccessivo del neonato rende difficoltoso il parto e determina l’inevitabilità del cesareo. Quando non anche l’induzione del parto prima del termine previsto.

Infine, si può correre il rischio di ulteriori complicazioni. E’ il caso del parto prematuro e della preeclampsia, che possono derivare da un’alterazione nella formazione della placenta a inizio gravidanza.

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