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Come aiutare i bambini a combattere lo stress per il rientro a scuola

I bambini a quel metro di distanza sono ormai abituati. Anche loro. Così come alle mascherine, a partire dai sei anni di età. E’ tempo di prepararsi al rientro a scuola e al nido, e le regole sono ormai entrate nelle abitudini di tutti. Ma riepilogare le indicazioni ministeriali e delle istituzioni sanitarie può essere utile, a poche settimane dal suono della prima campanella a scuola. Che in alcune città italiane ha già riaperto i battenti.

L’ansia di tornare a scuola

Lo stress da rientro a scuola e al nido, quest’anno, è diverso dalle altre volte. Normalmente colpisce i bambini e gli adolescenti non meno di quanto colpisca i genitori. Ritornare a scuola dopo tre mesi di vacanze è di per sé uno stress. Se a questo si aggiunge che quest’anno i mesi lontano sono stati ben di più, lo stress si aggrava. Soprattutto per via del fatto che le abitudini, consolidate, sono ben lontane dalle consuetudini necessarie a riprendere i ritmi scolastici. Dover cominciare un nuovo percorso scatena diverse emozioni nei bambini, e non sempre positive. Combattuti tra la gioia di rivedere i propri compagni e la paura di dover ritornare alla vita di tutti i giorni. Combattuti e disorientati. Spaventati in molti casi dall’idea di dover affrontare il nuovo percorso scolastico. Ma i genitori possono fare molto per supportare il bambino in questa fase.

Cosa possono fare i genitori per ridurre ed evitare lo stress per il ritorno a scuola dei bambini?

Come riconoscere lo stress da rientro a scuola e al nido? I segnali più evidenti nel bambino sono insonnia, aggressività, irritabilità, mal di testa e disturbi comportamentali. Il primo consiglio da dare ai genitori è di ritornare gradualmente agli orari. Per evitare che la sveglia sia un trauma, alcuni giorni prima dell’inizio delle lezioni può essere utile abituarsi con gradualità agli orari scolastici.

L’alimentazione equilibrata del bambino

Un buon regime alimentare, equilibrato e sano, può permettere al bambino di riprendere con energia la scuola, ma anche il nido. La colazione deve essere abbondante, ma equilibrata e la regola è poi di non saltare mai la merenda a metà mattina. Sicuramente poi lo sport aiuta a ridurre lo stress.

Il corredo scolastico: un gioco allegro

Per prepararsi al rientro a scuola una buona strategia è di vivere con allegria il momento del rinnovo del corredo scolastico. Penne, colori, libri, album e tanto altro aiuteranno gli studenti a rientrare nella quotidianità e a sentirsi più sicuri.

La vacanza tornerà…

La scuola e i compiti tornano nella vita del bambino. Ma ciò non toglie che si possano progettare minivacanze nei week end, per allentare lo stress da rientro a scuola. Ma mai dimenticare il riposo, alternato all’attività sportiva.

L’incoraggiamento di mamma e papà

I genitori devono aiutare i bambini ad avere il giusto entusiasmo: tornare a scuola e al nido vuol dire incontrare nuovamente i compagni, imparare nuove cose e avere più autonomia.

Incontrare i compagni anche fuori dalla scuola

Perché non organizzare un incontro fuori dalla scuola con i compagni? Così si potranno condividere le storie delle vacanze, raccontare e ascoltare eventuali preoccupazioni e sentirsi più forti perché insieme.

Tutto pronto dalla sera

Per alleggerire l’ansia può essere molto utile preparare vestiti e zaino il giorno prima dell’inizio della scuola. Il bambino si sentirà pronto per ripartire.

Parlare delle regole già a casa

Il rientro a scuola nel dopo-lockdown richiede uno sforzo maggiore ai genitori. Che dovranno spiegare ai più piccoli le nuove regole. Rivediamole.

Ingressi e uscite a scuola

Gli ingressi e le uscite dei bambini saranno scaglionati. Sui mezzi si potrà salire, ma i posti, in piedi e seduti, saranno ridotti. La febbre si misura a casa, non a scuola. E se prima di uscire il termometro segna più di 37.5 gradi, si deve restare a casa. Le indicazioni arrivano dal ministero dell’Istruzione, che ha tradotto le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico.

Due metri se si fa ginnastica

Il metro raddoppia: la distanza interpersonale infatti arriva a due metri nel caso di attività in palestra. Restano le mense, ma valgono le stesse regole. Vanno naturalmente limitati gli assembramenti nelle aree comuni. Via libera alla valorizzazione degli spazi esterni per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie o per programmate attività didattiche.

La presenza dei genitori nei locali della scuola dovrà essere ridotta al minimo e saranno privilegiati tutti i possibili accorgimenti organizzativi per differenziare l’ingresso e l’uscita delle studentesse e degli studenti, attraverso lo scaglionamento orario o rendendo disponibili tutte le vie di accesso dell’edificio scolastico.

Quando può essere utile un aiuto esterno

I genitori possono fare molto: conoscono il proprio figlio e possono sostenerlo facendo leva su punti di forza e punti di debolezza. In casi più gravi, però, può essere utile l’aiuto di un esperto. In alcune scuole si sta pensando di introdurre la figura dello psicologo in grado di venire incontro alle esigenze dei docenti e degli alunni.

Negli States c’è la figura del mentor, specializzato nell’affrontare situazioni di conflittualità comportamentale, cercando di trovare un aiuto e una mediazione. Un accompagnamento dei più piccoli, ma anche degli insegnanti che spesso si trovano a fare i conti con casi difficili.

La tecnologia per i bambini

Il lockdown ha esasperato alcuni comportamenti, come la compulsività nella gestione dei dispositivi elettronici. Il lungo distacco dalla scuola e dai compagni troverà molti docenti a dover far fronte, quest’anno, a apatia, demotivazione, insofferenza, abulia. La difficoltà di molti genitori e docenti è di trovarsi a fare i conti con una generazione poco incline all’ascolto e al rispetto delle regole. Regole molto importanti in questa fase, che vanno comunicate nel modo giusto, rispettando tutte le sensibilità.

I disagi dei bambini a scuola

La scuola è spesso un campanello d’allarme. Tra le mura scolastiche ci sono alunni che soffrono di profondo malessere interiore, di forte svantaggio sociale. In alcuni casi il disagio può derivare dalla separazione dei genitori, da difficoltà economiche che ne seguono, e mostrano problemi di relazionarsi con gli altri.

Sono tanti i fattori che giocano un ruolo complesso per la crescita e lo sviluppo umano e emozionale dei più piccoli. L’obiettivo deve essere sempre quello di aiutarli ad aprirsi al mondo esterno.

Il ruolo dell’insegnante a scuola

L’insegnante svolge un compito delicato: deve prima di tutto comprendere il problema, coglierne la gravità a segnalarlo ai genitori. La scuola potrà così individuare figure specializzate, come lo psicologo. Un sostegno importante per gli alunni, perché li aiuterebbe a capire i punti di forza e di debolezza nei loro comportamenti.

Sarebbe un sostegno a renderli coscienti e consapevoli che determinati comportamenti a scuola non sono tollerabili, li spronerebbe ad una autoanalisi per prendere coscienza dei problemi che presentano. Per il docente la figura dello psicologo è senz’altro un sostegno per superare momenti di difficoltà.

L’empatia è l’ingrediente magico…

L’empatia è alla base del rapporto tra docenti e alunni. E’ un collante, necessario per far scattare una corrispondenza d’intenti e di dialogo costruttivo tra alunno e docente. Gestire un insieme di alunni nella stessa classe è molto difficile. L’anello di congiunzione che è la famiglia non sempre funziona nel modo giusto. E quando non collabora con la scuola, i nodi vengono subito al pettine.

…la famiglia il collante

La collaborazione con la scuola è molto importante. Se manca la famiglia, cioè quella cellula in cui il bambino assorbe le prime regole di vita, il docente diventa solo ad affrontare problematiche complesse. Le stesse che invece con il sostegno dei genitori potrebbe risolvere, nell’interesse del bambino o del ragazzo. Solo così si garantisce una maggiore inclusività e si instaura nella classe un clima sano e ricco di frutti dal punto di vista dell’apprendimento.

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