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Ciclo mestruale: impariamo a calcolarlo

Calcolo ciclo mestruale

Chissà quante volte avrete digitato queste tre parole sui motori di ricerca per saperne di più o per verificare il vostro stato di salute. Per ogni donna, del resto, il ciclo mestruale riveste una certa importanza. Sapere con precisione quando dovrebbero arrivare le prossime mestruazioni significa controllare che l’organismo funzioni come dovrebbe, ma anche programmare la propria attività sessuale soprattutto se si desidera allargare la famiglia.

Al calcolo del ciclo mestruale sono legati anche comportamenti meno rilevanti: magari si tenterà di programmare le vacanze in un periodo non a rischio.

Insomma: che lo faccia per ragioni importanti o meno, ogni donna tiene conto del suo ciclo mestruale.

Ciclo mestruale: cosa bisogna sapere?

Prima di scendere un po’ di più nei dettagli e di sviscerare l’argomento “Calcolo ciclo mestruale” è bene partire da nozioni di base.

Iniziamo perciò a sfatare un primo mito diffuso tra le donne: ciclo mestruale non è sinonimo di mestruazione. Quest’ultima coincide infatti con il periodo critico per antonomasia. Quello in cui si hanno effettive perdite di sangue ed in cui si possono sperimentare tutta una vasta gamma di malesseri connessi alla propria condizione.

Il ciclo mestruale si compone in due fasi

Il ciclo mestruale si compone sì di questa fase, ma include anche tutti gli altri step del processo. Anche quelli che insomma si verificano nell’arco delle altre tre settimane del mese.

In sintesi diciamo perciò che il ciclo mestruale è il periodo che va dal primo giorno delle mestruazioni di un tale mese al primo giorno delle mestruazioni del mese successivo.

In linea di massima questo periodo dura 28 giorni ma non è raro comunque che in alcune donne sia leggermente più corto o più lungo.

Può infatti accadere che il flusso si presenti a distanza di 21/35 giorni dalla data dell’ultima mestruazione, cosa che in linea di massima non deve destare preoccupazione alcuna.

Ciò non toglie comunque che se queste anomalie dovessero verificarsi dopo una vita di regolarità si dovrebbe andare dal ginecologo. Il vostro medico fiducia si accerterà che dietro a tale variazione non si celi qualche disturbo organico.

Il flusso mestruale

Come tutti sanno il flusso mestruale compare durante la pubertà o, per le più fortunate, nel corso dell’adolescenza, ed accompagna la donna per tutta la sua età fertile.

Ossia sino all’ingresso nel periodo della menopausa. Le mestruazioni inoltre cessano durante la gravidanza.

Ciclo mestruale: capire come funziona

Il ciclo mestruale si suddivide di norma in tre fasi: una preovulatoria, una ovulatoria ed una postovulatoria.

Ciascuno di questi step ha la funzione di rendere la donna produttiva. Iniziamo dal periodo immediatamente precedente al giorno dell’ovulazione.

In questa fase l’organismo genera degli ovuli che, progressivamente, si sposteranno in direzione delle tube. In questa zona, eventualmente giunge lo sperma dopo aver consumato un rapporto sessuale.

Affinché questo meccanismo funzioni, è necessario che l’organismo produca un adeguato livello di ormoni (progesterone ed estrogeni su tutti). A tale scopo si attiva costantemente l’ipofisi, una ghiandola sita nell’ipotalamo.

L’azione di questi agenti consente di creare nell’utero un ambiente favorevole alla maturazione di un eventuale uovo fecondato. Qui, si ammorbidiscono le tube in modo che l’ovocita possa percorrerle facilmente fino a raggiungere l’utero e di inspessire l’endometrio.

Una volta che il concepimento non è andato a buon fine si verifica la mestruazione. In questa fase quello che il corpo espelle altro non è che il già citato endometrio ed il sangue in esso contenuto che, in caso di concepimento, avrebbe dovuto aiutare il feto a svilupparsi.

Mestruazioni e le varie fasi del ciclo

Cominciamo dal primo giorno di flusso: in questo momento iniziano le mestruazioni e l’utero, come detto, si attiva per espellere il sangue e l’endometrio. Dal secondo al quinto giorno si porta a compimento questo processo, ma l’organismo della donna inizia a riorganizzarsi per produrre nuovi ovociti.

Dal quinto al quattordicesimo giorno la produzione di estrogeni subisce una vera e propria impennata, cosa che contribuisce all’ispessimento dell’endometrio facilitando la concentrazione di grossi quantitativi di sangue. Giunto a maturazione il follicolo all’interno del quale alloggia l’uovo della donna, si apre e l’ovocita, ormai maturo, è pronto per trasformarsi in embrione.

In poche parole questi sono i giorni più fertili nell’arco di un mese e in questo periodo è più facile che un rapporto sessuale sfoci in una gravidanza. Intanto il follicolo, dopo questa fase detta ovulazione, diventa corpo luteo.

Dal quattordicesimo al ventunesimo giorno del ciclo, l’organismo inizia a produrre progesterone, un ormone che abbiamo visto utile a spingere giù l’uovo dalle tube consentendogli di raggiungere l’utero.

L’endometrio si prepara ad accogliere un’eventuale gravidanza, mentre il numero di contrazioni naturali dell’utero diminuisce sempre di più. Ciò avviene allo scopo di evitare che un uovo eventualmente fecondato possa accidentalmente essere espulso dal corpo.

Dal ventunesimo al ventottesimo giorno infine le cellule uovo non fecondate e il corpo luteo iniziano a disgregarsi. Cessa anche la produzione di progesterone sin tanto che la mucosa dell’utero non inizia a staccarsi dando vita alla mestruazione vera e propria.

Questo step si caratterizza da una minima quantità di estrogeni, cosa che stimola l’organismo a riattivare il ciclo. Se però, nella donna, è presente un ovulo fecondato, dal ventunesimo al ventottesimo giorno, il corpo luteo comincia ad ingrandirsi sempre di più, la produzione di progesterone non viene inibita e ci si prepara ad accogliere una nuova vita…

Come calcolarlo

Come dicevamo in apertura, calcolare il proprio ciclo mestruale significa anche essere certe che tutto nell’organismo funzioni bene. Insomma: le mestruazioni sono per definizione legate al problema della fertilità. Ma non servono soltanto a procreare.

Di norma un flusso sano e perfettamente rientrante nella media. Questo, richiede il consumo di circa sei assorbenti nel corso di un’intera giornata. In poche parole sarà necessario cambiarsi ogni quattro ore.

Tale affermazione è vera soprattutto durante i primi giorni del flusso mestruale, quelli in cui le perdite ematiche sono di sicuro più abbondanti. Le prime gocce di sangue che fuoriescono dalla vagina hanno poi un colorito molto scuro, tendente quasi al marrone o comunque al bruno.

Successivamente la perdita assume un colore più chiaro. Nell’arco del periodo mestruale si possono verificarsi vari disturbi fisici. Dall’ipersensibilità del seno ai dolori addominali, dal mal di schiena alla tensione muscolare a carico delle mammelle, al bisogno irrefrenabile di zuccheri e  ad uno stato mentale particolarmente eccitabile.

Anomalie del ciclo mestruale

La fase sopra descritta è la prassi, o meglio la normalità. Accade spesso però che le donne si trovino ad avere a che fare con delle variazioni sul tema che possono generare non poche preoccupazioni e che in molti casi sono indicative di uno squilibrio organico di varia natura e di diversa gravità. Vediamoli insieme.

Dismenorrea

Iniziamo dalla dismenorrea. Essa si verifica quando il flusso è davvero molto doloroso.Se tante donne accusano qualche fastidio durante le mestruazioni è vero anche che chi soffre di dismenorrea ha a che fare con una patologia invalidante, la quale può comparire già all’epoca del menarca o in una fase successiva. Chiaramente questa condizione necessita del ricorso a terapie specialistiche ma è comunque possibile imparare a conviverci.

Amenorrea

Un’altra anomalia che può verificarsi è l’amenorrea ossia assenza di mestruazioni. Le cause di questo comportamento sono da ricercarsi in uno sviluppo tardivo della ragazza, in una gravidanza o in svariate patologie.

Ipermenorrea

Può succedere anche che la donna si trovi in una condizione di ipermenorrea, cioè il flusso c’è, ma è talmente ridotto da indicare che qualche equilibrio all’interno dell’organismo è stato momentaneamente interrotto.

Menorragia

Prima o poi capita anche che le donne vadano incontro a menorragia. Si può trattare di fatti episodici oppure di un evento che diventa routine. In poche parole la mestruazione dura ben oltre i sette giorni “leciti” causando fastidi e squilibri organici.

Polimenorrea, oligomenorrea e ipermenorrea

Alcune alterazioni riguardano invece la durata del ciclo che se si riavvia entro lassi temporali inferiori ai 21 giorni si traduce in polimenorrea, mentre, se compare a distanze maggiori dei 35 giorni di massima di cui sopra prende il nome di oligomenorrea.

Un flusso troppo abbondante, la cosiddetta ipermenorrea, può infine dipendere da squilibri ormonali o da vari problemi a carico dell’apparato riproduttivo.

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