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Ancora non inizia a camminare? Ogni bambino ha i suoi tempi

I primi passi non si scordano mai. Un bambino che comincia a camminare è un’emozione unica, ecco come accompagnare questa meravigliosa esperienza nel modo giusto.

Gatton gattoni, poi…

Prima gattona, poi inizia a cercare la verticalità. E poi la magia: su due piedi, un passo dietro l’altro. Non tutti con gli stessi tempi però. C’è chi comincia a camminare a 8, chi a 15 mesi. Chi a 12 ancora gattona. E c’è chi passa direttamente a camminare, senza passare per il gattonamento. Come stimolare i bimbi nel modo giusto?

Sta conquistando lo spazio

Che sia gatton gattoni o in posizione eretta, questa è la fase più delicata di tutte, perché presuppone una redistribuzione totale degli spazi casalinghi. Ed è bene farlo, perché il bambino o la bambina abbia il maggior spazio possibile di autonomia. La fase di scoperta è preziosa e irrinunciabile. Mamma e papà devono apparire rassicuranti, avere un atteggiamento giocoso e allegro, senza far trasparire ansia e preoccupazione, o apparire troppo protettivi. Mettendo comunque in conto le cadute: una buona soluzione può allora essere quella di mettere in casa tappeti morbidi.

Meglio scalzi prima di camminare?

Nella fase di gattonamento prima di camminare meglio calzini o al massimo babbucce con la suola morbida. Il piede si adatta meglio al terreno ed è libero. Una volta che si iniziano a muovere i primi passi, la scarpa può cominciare ad essere utilizzata.

E se il bambino è molto pigro e non cammina?

In genere l’età massima per iniziare a camminare sono 18 mesi. Dunque se fino a quell’età il bambino mostra di essere ancora molto pigro e non cammina non c’è di che preoccuparsi. Ma se si vuole aiutare si può. Prima di tutto assecondandolo, senza forzarlo a mettersi in piedi per poi lasciarlo. Se il bambino tende a mettersi in piedi lo si può assecondare, sostenendolo mentre accenna a qualche passetto.

Mai dimenticare il premio!

È sempre bene compiacersi per i piccoli risultati raggiunti: il piccolo percepirà che sta facendo la cosa giusta. Le cadute fanno parte della crescita: niente allarmismi. Il bambino si preoccupa se percepisce preoccupazione e piangerà se vede i genitori in allarme e sentirsi insicuro e non stimolato a ripetere il tentativo. Banalizzare, sempre che non siano cadute gravi, a volte può far bene.

Una casa a misura di bambino

Prima regola: eliminare dalla sua altezza tutti gli oggetti fragili o pericolosi. E quindi via i soprammobili dai ripiani più bassi. Gli spigoli vanno protetti, in commercio esistono molte coperture. Idem per le prese elettriche. Occhio ai detersivi: i flaconi sono colorati e attraggono e se non chiusi bene possono trasformarsi in veleno. Via i tappeti che potrebbero farlo inciampare e attenzione ai lembi delle tovaglie, che potrebbe facilmente trascinarsi giù con tutte le stoviglie appoggiate.

Girello sì o girello no per camminare?

Una casa è piena di trappole, e una soluzione come il girello può sembrare la via più comoda per i genitori di un bambino che muove i primi passi. Ma attenzione. Il girello può essere addirittura dannoso, perché porta a una postura sbagliata, non rinforza i muscoli e non stimola il senso dell’equilibrio. E espone il piccolo al rischio di ribaltarsi.

Sì invece al deambulatore con rotelle: che sia ricoperto di formine, simuli un auto, un camion o una moto. Qualunque va bene, purché sia dotato di un maniglione posteriore al quale il bambino si possa appoggiare e spostarsi a suo piacimento e purché sia prodotto nel rispetto degli standard internazionali.

Quella rete che attrae…

E poi ci sono i box. Molti sono dotati di maniglie: tirarsi su può essere un bell’esercizio, anche afferrando la rete. L’instabilità di questo appiglio stimola il senso dell’equilibrio.

Quando si aiuta il piccolo, sempre meglio lasciargli afferrare un dito ed evitare gli strattonamenti, che possono anche portare alla lussazione della testa del radio (l’osso laterale dell’avambraccio, posto tra gomito e polso) prendendolo per mano.

Ancora non inizia a camminare?

E poi c’è da considerare che tenerlo sempre per mano può renderlo insicuro e rallentare la conquista della deambulazione autonoma. Non si dimentichi che per il bambino riuscire a camminare da solo è anche una conquista dal punto di vista psicologico, poiché rappresenta una prima importante forma di emancipazione.

Dove sono i piedi paralleli mentre inizia a camminare?!

Vediamo quali possono essere dei vizi nella camminata: il bimbo cammina con le punte verso l’interno o sulle punte. Nel primo caso si parla di marcia a punte intraruotate che fa parte della normale ricerca dell’equilibrio che i bambini mettono in atto quando imparano a camminare. Nella difficile ricerca dell’equilibrio e della postura che gli risulta più comoda rientra anche la deambulazione sulle punte. Se però questa postura continua anche dopo i quattro anni, bisognerà farlo valutare da un ortopedico pediatra. A questa età infatti il bambino dovrebbe già iniziare a portare il calcagno sul terreno. Può essere la spia di altro, come disturbi del comportamento, problematiche neuromuscolari, tendine di Achille corto e così via.

E la camminata a piedi piatti?

Fino ai 3-4 anni è nella norma, perché l’arco plantare è nascosto dall’adipe del piedino, se però questa situazione non si corregge spontaneamente entro i 6-7 anni è il caso di intervenire, magari con un plantare che va però controllato periodicamente visto che in questa fase il piede cresce molo rapidamente.

Il ginocchio varo

Si può verificare quando il bambino comincia a stare in piedi: se si mette con i piedi uniti, si vede uno spazio tra le ginocchia, che formano, appunto, un arco e può interessare con maggiore frequenza i bambini robusti, che con il loro peso possono far arcuare le ginocchia.

Può esserci una familiarità, ma spesso questa postura errata tende a regredire spontaneamente intorno ai 2-3 anni.

E poi c’è la la tibia vara infantum, uno dei paramorfismi dell’età evolutiva, noto già nei tempi antichi quale caratteristica dei primi momenti del passo che solitamente si risolve da sola: cioè scompare con la crescita.

Le gambe a X (ginocchio valgo)

È il contrario del ginocchio varo: i piedi restano distanziati anche quando il bambino sta in piedi e le ginocchia sono a contatto fra di loro. È il fenomeno del ginocchio valgo, e si manifesta in genere fra i 3 e i 4 anni. Normalmente, come già visto per gli altri casi, anche questo processo fisiologico tenderà a correggersi con la crescita.

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