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Anche per i più piccoli vale l’obbligo di mascherina

Mascherina obbligatoria anche per i più piccoli. Il Dpcm del 26 aprile dispone infatti che anche i bambini al di sopra dei 6 anni debbano indossarla. L’obbligo è collegato alla frequenza della scuola primaria.

I pediatri lanciano le raccomandazioni per un utilizzo adeguato e per questo hanno invitato le istituzioni a indicare gli interventi da adottare per assicurare il massimo della protezione.

Tutti i bambini devono indossare la mascherina?

I bambini affetti da patologie neurologiche o respiratorie non devono indossare la mascherina. A chiarirlo sono gli specialisti della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps). L’obbligo viene meno anche per chi ha difficoltà a toglierla autonomamente. I piccoli affetti da malattie croniche che hanno bisogno di una protezione maggiore dovrebbero utilizzare le mascherine della tipologia Ffp2. Per gli altri vale la regola generale: la mascherina va indossata in ogni situazione in cui si possano trovare a distanza ravvicinata dai coetanei o dagli adulti. Sempre che questi non appartengano al nucleo familiare. Un obbligo quindi che non vige se il bambino è a passeggio con un genitore. Stesso discorso se va in bicicletta o gioca all’aperto da solo. Salvo però sempre il rischio di incontrare a meno di due metri altre persone. Dentro il supermercato la mascherina va indossata. Dunque al momento della riapertura, all’interno di qualsiasi bar o esercizio commerciale, così come sui così come alle fermate dei mezzi pubblici di trasporto, durante l’attesa. Bisogna indossare in ogni caso la mascherina in tutti i luoghi chiusi, che sia la scuola o altri luoghi pubblici. Da tenere bene a mente quando gli istituti riapriranno i battenti.

Il Covid-19 e i più piccoli

I bimbi, ricordano i pediatri, hanno dimostrato di superare l’infezione dal virus Covid-19 prevalentemente in modo asintomatico o lieve. Ma non mancano bambini che hanno sviluppato la malattia in modo grave. La guardia deve restare quindi alta rispetto alla possibilità che i più piccoli siano veicolo di infezione, soprattutto per i nonni:  rischio che sarà ancora maggiore con l’inizio della scuola a settembre. Dunque l’informazione anche nei loro confronti è molto importante. Va spiegato loro il corretto utilizzo, in che modo devono utilizzare la mascherina, lavandosi sempre le mani prima di indossarla e senza toccarla anche quando va tolta. Trasformarlo in un gioco può essere una strada. Con il graduale superamento del lockdown il ruolo delle mascherine sarà quello di proteggere la comunità. Uno studio del MIT di Boston ha provato che la distanza di trasmissione della infezione da Coronavirus attraverso la tosse e gli starnuti è maggiore di 1 metro, potendo arrivare fino a circa due metri, ricorda l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), che ha stilato una sorta di vademecum sull’utilizzo corretto delle mascherine. Vediamolo

Come, quando e a che età i bambini devono indossare la mascherina?

Già dai due anni possono indossare la mascherina. Per essere protettiva e sicura, la mascherina deve coprire bene naso e bocca, a partire dall’orecchio, dove deve essere ben fissata. Prima di indossare la mascherina bisogna lavarsi le mani per almeno venti secondi. Non vanno indossate quando si mangia o si beve. Vanno tolte rimuovendo prima il raccordo dietro le orecchie e poi sul davanti. In casa, se non ci sono malati, le mascherine non sono necessarie, così se un bambino è all’aria aperta a giocare e riesce a mantenere una distanza di almeno due metri dagli altri, evitando di toccare superfici toccate dagli altri: in questo caso il bimbo può evitare di indossare la mascherina. La mascherina va indossata invece in luoghi in cui i bambini potrebbero avere difficoltà a rispettare una distanza di sicurezza, come in farmacia, nei negozi o dal dottore.

Chi non deve indossare la mascherina

Le mascherine non vanno indossate nei bambini con meno di due anni, se un bambino ha difficoltà respiratorie, se è incapace di rimuovere da solo la mascherina.

Le eccezioni

Come ricordato, solo i bambini affetti da malattie croniche e ad alto rischio, devono essere incoraggiati a indossare una mascherina particolare, non le chirurgiche o di stoffa, ma le Ffp2, che possono proteggere loro stessi dalla infezione. I familiari di questi bambini, se malati, devono indossare le mascherine chirurgiche, che invece proteggono gli altri.

Piccole, per i più piccoli

Per gli adulti le dimensioni di una mascherina sono circa 15cmx 30 cm; per un bambino 12×25 cm in media, considerando l’età e il fatto che la mascherina deve aderire bene al volto del bambino e coprire in sicurezza bocca e naso.

Le varie tipologie di mascherine

Come abbiamo visto, esistono varie tipologie di mascherine. Vediamole nel dettaglio.

La mascherina chirurgica

E’ la più semplice, quella usata dal personale medico negli ospedali e nelle sale operatorie per proteggere i pazienti da agenti patogeni o contaminanti: è detta anche “mascherina altruista” perché protegge le persone che stanno accanto a chi la indossa, piuttosto che chi la indossa. Riduce la diffusione di agenti infettivi da naso e bocca del portatore verso l’esterno. Meno il contrario. Le Regioni le stanno distribuendo ai cittadini, che possono utilizzarle dai 7 ai 10 giorni.

Mascherine Ffp

E poi ci sono le mascherine Ffp, sigla che sta per mascherina filtrante (filtering face piece ). Ne esistono di vari tipi, di crescente potere filtrante: di livello 1 (bloccano sino all’80% delle particelle sospese nell’aria), di livello 2 (sino al 94%) e di livello 3 (sino al 99%). Possono avere o non avere una sorta di valvola supplementare, che serve a chi le indossa a respirare meglio e a non far appannare gli occhiali del portatore. Non sono come le chirurgiche, hanno invece un effetto opposto, perché riducono drasticamente la diffusione di agenti infettivi verso naso e bocca del portatore, ma non impediscono (o impediscono meno) al suo respiro di uscire.

Quanto dura e se si può lavare e riutilizzare

Il ministero della Salute spiega che quando la mascherina diventa umida va sostituita con una nuova e non va riutilizzata. Sono maschere mono-uso”. In realtà, bisognerebbe fare attenzione alle indicazioni riportate sulla stessa: se c’è la lettera R, è “riutilizzabile”; se c’è la sigla Nr, è “non riutilizzabile”. In generale, andrebbero cambiate se si ha la certezza di essere stati in un ambiente contaminato, di essere entrati in contatto con una persona infetta o se si nota molta fatica a respirare quando le si indossa. Non ci sono al momento prove che dimostrino l’efficacia del lavaggio delle mascherine o che sia utile (provare a) disinfettarle con alcol o altri prodotti. Sul mercato già non mancano le idee innovative: dalle mascherine con i disegni ai colori più divertenti. C’è da scommettere che i più piccoli avranno l’imbarazzo della scelta.

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